giovedì, marzo 19, 2009

LA COMUNICAZIONE

LA COMUNICAZIONE
Alcune riflessioni sul problema più sentito e caratterizzante dei nostri tempi


Quando si parla di comunicazione, immediatamente si pensa subito a due tipi diversi di trasmissione di pensieri, opinioni, emozioni e sentimenti ma interdipendenti: quello relazionale tra individui nei diversi campi di vita, rapporti personali, di amicizia, di lavoro e sociali in cui c’è un coinvolgimento diretto della persona con il suo vissuto di esperienze, la sua formazione, il suo livello culturale ed evolutivo, le sue emozioni (antipatie e simpatie), per cui si pensa che comunicare debba essere necessario per soddisfare il senso sociale e umano di scambio di esperienze; e quello del servizio informativo dovuto dai mass-media ai cittadini per aggiornarli, spesso in tempo reale, sulle vicende di cronaca, economico-finanziarie, sociali, politiche, climatiche ma anche sugli spettacoli e sport a livello mondiale.
Ai nostri giorni comunicare sembra essere la funzione più importante; siamo d’accordo ma occorre vederne e scoprirne tutti i lati più nascosti e insidiosi che la rendono strumento pericoloso di relazione.
Ci fermiamo sull’aspetto diretto della comunicazione tra individui
: è molto facile fraintendere un messaggio comunicativo perché ad ogni parola ognuno degli interlocutori dà spesse volte un significato diverso da quello del vocabolario, determinato dal suo vissuto che comprende esperienze, livello culturale e spirituale, modo di vivere ecc… e spesso molto dissimile da quello di un altro; quindi, se non si è consapevoli di questi aspetti, si rischia grosso specie nelle amicizie più personali e nei rapporti sociali dove possono nascere fraintendimenti e malintesi.
Altro aspetto importante è il modo come viene pronunciata una parola, il senso che suscita, cioè con quale spirito viene detta, scherzoso, di circostanza, di scherno, serio o semplicemente leggero e di pettegolezzo; infatti, la interpretazione del come è la più difficile e pericolosa.
A questo punto occorre portare degli esempi: mi è capitato di assistere ad una conversazione tra amici, Massimo e Gabriele, che parlavano di una loro amica, Daniela; Massimo con spirito sciolto e leggero (contrariamente al suo normale modo di essere e di esprimersi serio e rispettoso) esprime alcune constatazioni che possono sembrare giudizi pesanti sull’amica e domanda: - Daniela ha ancora rapporti sessuali con X ? accompagnando la domanda con il solito gesto equivoco.
Gabriele, che ha ancora qualche dubbio su Daniela, interpreta tali constatazioni e la domanda come un giudizio negativo riferendolo al suo modo, troppo particolare in quel momento, di intendere l’evento e cade in crisi perché avverte come una conferma dei suoi dubbi; infatti, non approva ancora certi suoi comportamenti, non condivide certe scelte di vita e non accetta le compagnie che frequenta. Quando poi avviene un chiarimento fra i tre, dovuto al fatto che sono molto legati da amicizia fraterna e sincera, prendono coscienza della errata interpretazione delle parole perché si rendono conto dei fattori che hanno condizionato il loro modo di esprimersi e giudicare e ritornano con più affetto ai sentimenti consueti di amicizia. Le loro parole sono significative:
-In quei momenti siamo stati afferrati da un sentimento di leggerezza con cui avremmo potuto giustificare anche l’atto più riprovevole di un uomo: il tradimento.
Si possono portare molti altri esempi che fanno capire quanto interferiscano i “doppi” (vedi blog ottobre e novembre 2008), cioè le esperienze vissute, che ci accompagnano anche da vite precedenti, che scaricano tutte le loro sofferenze, paure, disillusioni e rabbie con parole e giudizi spesso stroncanti su chiunque, quando si presenta l’occasione, cioè quando si comunica con un certo spirito negativo e di polemica o superficialità; è il caso di dire che dai giudizi che uno esprime, si legge a specchio chi ne è la fonte.
E’ chiaro che la persona che vive nella consapevolezza ha controllo sulle parole e sui pensieri e sentimenti che le causano, ma deve sempre avere presente il livello e il tipo di interlocutore che ha davanti a sé; purtroppo è questo l’imprevisto, il lato oscuro che determina il senso e il risultato della comunicazione.
Giorni fa parlavo con una conoscente di un argomento di grande importanza in questi tempi: l’amore, in riferimento ai rapporti sentimentali di alcuni amici comuni che molto spesso si deteriorano e finiscono in liti e separazioni, ce ne sono moltissimi esempi specie pubblicizzati dai mass-media.
Io portavo avanti un discorso a livello alto nel senso che alla parola amore davo il significato come di un atto di dono di sé, dopo avere accettato capito e rispettato nella sua dignità e identità una persona. Ad un certo punto mi sono accorto dalle risposte e dalle affermazioni della mia interlocutrice che la mia interlocutrice dava ad esso un significato molto diverso dal mio: coinvolgimento sessuale, possesso e gelosia, scontro e conflitto di personalità cioè tutti gli aspetti, parecchi negativi, comuni e istintivi di tale alto sentimento; ciò che io dicevo era totalmente travisato e frainteso.
Io mi sono poi regolato in maniera molto saggia tenendo conto del livello della persona.
E’ questo il punto: le parole come suoni percepibili con l’udito, sono l’espressione sensibile del mondo interiore di una persona che manifesta attraverso di esse il suo vissuto di esperienze colorato di sentimenti emozioni e pensieri del momento e abituali nel suo vivere quotidiano. Quindi, se si vuol capire chi è e che cosa vuole, è necessario ascoltarlo in silenzio cercando di penetrare nel suo intimo con rispetto, serenità e giusta partecipazione per cui nell’usuale comunicazione di tutti i giorni è prudente prima ascoltare, specie quando si tratta di questioni importanti e poi dire le proprie opinioni, idee ecc…..
Le forze dell’ostacolo, Arimane e Lucifero, sono sempre pronte a far sentire la loro influenza in rapporto al livello evolutivo di chi parla e ascolta, allora se vuoi esprimerti consapevolmente e se ci tieni a farti capire chiaramente, devi controllare le tue parole e le reazioni conseguenti dell’interlocutore per non cadere in fraintendimenti anche spiacevoli, perché molto spesso quando si tratta di parlare di questioni importanti che implicano un coinvolgimento materiale (soldi) o morale (opinioni e idee) vengono fuori dall’inconscio esperienze negative, paure, sofferenze e rabbie. Quella che nella prima intenzione dovrebbe essere uno scambio sereno di esperienze e di idee, potrebbe diventare occasione di sfogo profondo e doloroso con conseguente lite e diverbio, e poi si fraintendono pesantemente intenzioni e giudizi, contenuti e comportamenti, si può avere l’impressione che la conversazione, magari iniziata costruttivamente, prenda un’altra strada non desiderata né prevista.
Per quanto riguarda la comunicazione come informazione dei cittadini attraverso i mass-media, la questione è più pericolosa nel senso che come ascoltatori siamo totalmente passivi di fronte al bombardamento di notizie propinate ad arte per creare allarmismi, paure e insicurezze e il senso di precarietà della vita che è ormai considerata quasi un nulla: infatti, per esempio spesso si sente notizia della caduta di un aereo in cui muoiono centinaia di persone, se sono cinesi, ho sentito dire una battuta cattiva:-Ma che vuoi che siano 200 morti per un miliardo e mezzo di cinesi!!! Oppure, se sono di colore, prevale ancora il razzismo: pochi giorni fa alcuni ragazzi vicino Roma hanno tentato di bruciare vivo un indiano, intervistati gli amici dei colpevoli, uno ha risposto:- Ma dai, era un marocchino!!;
l’essere umano di qualsiasi razza religione e civiltà deve essere rispettato, considerato e difeso, se si vuole raggiungere una società giusta sana e sicura.
C’è inoltre da stare molto attenti ad un fenomeno sempre più diffuso legato alla legge di attrazione che causa pesanti conseguenze a livello psicofisico e mentale: il propagare notizie di stupri e omicidi, rapine e aggressioni rafforza negli ascoltatori pensieri, sentimenti ed emozioni cioè le essenze corrispondenti a livello cosmico (si propagano nell’universo come frequenze radio) e ritornano potenziate alle menti più deboli che ne rimangono negativamente influenzate e agiscono di conseguenza come afferrate dal raptus dell’imitazione.
Comunicazione tendenziosa tanto per far notizie
, perché occorrerebbe controllare consapevolmente il contenuto e il modo delle informazioni per rispettare la sensibilità e l’equilibrio emotivo dei cittadini.
Ecco, quindi, spiegato il perché del ripetersi a catena, subito dopo, per esempio, uno stupro, di altri quasi con le stesse modalità nelle parti più diverse del paese: uno o più stupratori contro coppie di fidanzatini di cui violentano la ragazza, malmenano il ragazzo e rapinano i malcapitati.
La cronaca di questi giorni di febbraio ne è piena.
Di questi tempi due sono gli aspetti più importanti che dobbiamo consapevolizzare: il rapporto di relazione personale a tutti i livelli e la comunicazione che ne è la chiave. L’individuo consapevole ed evoluto ha il dovere di controllarsi nel suo modo di esprimersi e di relazionarsi per rendere la convivenza sempre più serena e positiva, costruttiva e gratificante
.

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